Altro luogo simbolo dell'archeologia greca è l'Agorà di
Atene,
centro sociale, politico e commerciale dell'antica città. Immaginatevi un luogo
molto frequentato dove si riunisce il popolo. Inizialmente per agorà s'intendeva
semplicemente la piazza centrale, il luogo di aggregazione cittadino, una
cosa semplice certo ma in realtà una vera invenzione urbanistica
destinata ad incidere sulla vita della comunità. Successivamente l'agorà divenne
anche un centro religioso e politico dove si tenevano le assemblee dei cittadini
che discutevano sui problemi della comunità e sulle leggi. Le donne non
partecipavano alla vita sociale che si svolgeva qui. Dal 600 a.C. l'agorà fu arricchita
quindi da una serie di
monumenti, quali templi, altari, edifici commerciali e pubblici. L'evoluzione
successiva dell'agorà vede comparire i portici, anche su più piani, grazie a
terrazzamenti.
Due curiosità, lo sapevate che ...
La parola agorafobia, paura degli spazi aperti, deriva appunto
dall'agorà greca nella sua funzione di piazza aperta e frequentata dalla gente.
Nell'Agorà fu
condannato Socrate
nel 399 a.C., accusato di "corruzione" dei giovani poiché era solito
conversare con i giovani e mettere in discussione tutto ciò che si voleva far
credere verità assoluta. Una giuria composta da 501 cittadini di Atene ascoltò
la sua difesa basata sul mettere in dubbio le basi del processo stesso. Fu
condannato a morte e si uccise assumendo la famosa cicuta.

Oggi dagli
imponenti resti si eleva la ricostruzione della Stoá di Attalo, così
chiamata in onore del re di Pergamo, Attalo, che volle questo lungo edificio. La
stoà è una struttura tipica dell'architettura greca costituita da portici
coperti, che da un lato avevano un muro e dall'altro si affacciavano su uno
spazio aperto, una sorta di galleria commerciale moderna. La struttura della
stoà di Attalo è
raffinata ed elegante, l'edificio si allunga aprendosi alla luce e presenta al
secondo piano gli spazi dedicati alle botteghe.
Una curiosità, lo sapevate che ...
la parola stoà ha dato nome a una corrente filosofica, lo stoicismo,
così chiamato perché il maestro fondatore soleva parlare ed esporre le sue
teorie ai suoi discepoli proprio sotto un portico, la Stoà Pecile dell'agorà di
Atene.
La Stoà è stata completamente ricostruita ed ospita il museo dell'Agorà
dove sono esposte monete, giocattoli, sandali, vasi, un orologio idraulico (per misurare
la lunghezza dei discorsi), statue, regoli e gli ostraca, i famosi cocci sui
quali si scriveva il nome del cittadino ateniese che si desiderava mandare in
esilio. I resti della stoá di Attalo furono
riportati alla luce dalla società archeologica ellenica che effettuò i primi
scavi nel 1859. Quella che vediamo oggi è però solo una ricostruzione,
edificata tra il 1953 e il 1956 ad opera della scuola archeologica americana di
Atene. Si trattò di una ricostruzione molto discussa e che continua a far
discutere ancora oggi.
Tra gli edifici meglio conservati troviamo il possente
tempio di Theséion-Efaistiénion, in stile dorico, che sorge su una collina che domina l'Agorà. Originariamente era dedicato ad Athena e Efesto, la
divinità che proteggeva i fabbri, numerosi nel vicino quartiere. Solo
successivamente assunse il nome di Theséion, in quanto indicato dalla tradizione
come luogo di sepoltura dell'eroe ateniese Theséion. L'interno è stato
trasformato in età bizantina in una chiesa dedicata a San Giorgio.
Come si arriva all’Antica Agorà di Atene. L'Agorà si stende ai piedi
dell’Acropoli, entrando
dall'ingresso pedonale da Adrianou, vicino Piazza Ayiou Philippou. La fermata
della metro più vicina è Monastiraki.
Apertura ogni giorno, in estate dalle 8 alle 19, chiusura anticipata alle 18 in
inverno. Controllate gli orari perché non tutti i monumenti sono aperti sempre,
ad esempio la Stoà osserva orario limitato fino alle 15 circa. Si può compare un
biglietto cumulativo per Acropoli e Agorà: