Agorà di Atene
Altro luogo simbolo dell'archeologia greca è l'Agorà,
centro sociale, politico e commerciale dell'antica Atene. E' proprio nell'Agorà che fu
condannato Socrate. Dal 600 a.C. questo centro fu arricchito da una serie di
monumenti, quali templi, altari, edifici commerciali e pubblici. Oggi dagli
imponenti resti si eleva la ricostruzione della Stoá di Attalo (un
raffinato edificio a porticato coperto, che ospita il museo dell'Agorà che
custodisce monete, giocattoli, sandali, vasi, un orologio idraulico per misurare
la lunghezza dei discorsi, statue, regoli e gli ostraca, i famosi cocci sui
quali si scriveva il nome del cittadino ateniese che si desiderava mandare in
esilio). La Stoá era una galleria che aveva da un lato un portico aperto
e dall'altro un muro che la chiudeva. Attalo fu il re di Pergamo e fu lui
a volere questo lungo edificio. I resti della stoá di Attalo furono
riportati alla luce dalla società archeologica ellenica che effettuò i primi
scavi nel 1859. Quella che vediamo oggi è però solo una ricostruzione,
edificata tra il 1953 e il 1956 ad opera della scuola archeologica americana di
Atene. Si trattò di una ricostruzione molto discussa e che continua a far
discutere ancora oggi.
Tra gli edifici meglio conservati troviamo il possente
tempio di Theséion- Efaistiénion, in stile dorico, il tempio sorge su una collina che domina l'Agorà. Originariamente era dedicato ad Athena e Efesto, la
divinità che proteggeva i fabbri, numerosi nel vicino quartiere. Solo
successivamente assunse il nome di Theséion, in quanto indicato dalla tradizione
come luogo di sepoltura dell'eroe ateniese Theséion. L'interno è stato
trasformato in età bizantina in una chiesa dedicata a San Giorgio.