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Apollo
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Grecia >
Aristotele

Apollo nella mitologia greca è il figlio
di Zeus e Leto (Latona), nato
sull'isola
Delos, insieme alla sorella
gemella Artemide, dio delle arti,
della medicina, della musica, della profezia
(divinazione), ma anche della guarigione, delle
colonie, dei pionieri e della luce. Non stupisce
quindi che si trattava di una delle divinità in
assoluto più venerate. In seguito fu venerato
anche nella religione romana. Si tratta di una
più importanti e diversificate divinità
dell'Olimpo.
Quando la dea Hera, moglie di Zeus, venne a
sapere della gravidanza di Leto, accecata dalla
gelosia, la cerco per vendicarsi. Leo fu
costretta a vagare sulla terra in cerca di un
luogo per partorire. Dal momento che Era
aveva proibito Leto a rimanere ovunque sulla
terra, sia sulla terra sia su un'isola, l'unico
posto trovato fu Delos, che essendo al centro
del Mar Egeo, era anche difficile da
raggiungere, in quanto vi erano forti correnti,
e si diceva essere un isola galleggiante, e per
questo estranea dai divieti di Era, e così Leto
fu in grado di dare alla luce i due gemelli
divini Apollo e Artemide (prima Leto partorì
Apollo, e l'isola fu circondata da uno stormo di
cigni, da cui la sacralità del cigno). Come
ringraziamento a Delos l'isola fu fissato al
fondo del mare da quattro colonne per dargli
stabilità, e da allora divenne uno dei più
importanti santuari di Apollo. Una variante di
nascita di Apollo narrava che Era gelosa
aveva incarcerato Ilizia, la dea del
parto, ma gli altri dei intervennero
costringendo Hera a rilasciare Ilizia, che
permise a Leto di partorire.
Alla sua nascita il padre Zeus gli offrì in dono
una mitra d'oro, una lira e un carro trainato da
cigni. Dio di grande bellezza, e celebre per i
suoi amori sia con ninfe sia con donne mortali.
Molte della fanciulle che amò furono trasformate
in fiori o in alberi.
Apollo come la sorella Artemide era capace di
anche di terribili ire: liberò
Delfi dal
drago Pitone, quindi si vendicò con Zeus
uccidendo i Ciclopi, che avevano forgiato
la folgore divina responsabile della morte del
figlio Asclepio, dio della medicina. Per
punizione dovette soggiornare un anno intero
sulla Terra come schiavo. Nonostante ciò, era
anzitutto un dio amabile, simbolo del Sole e
dell'arte e ideale di bellezza e gioventù.
Apollo era quindi una tra le massime divinità
della mitologia greca che ha subito nel corso
del tempo una evoluzione. Da divinità agreste e
pastorale in età arcaica, a figura più
complessa: portatore di malattie e impurità e,
per antitesi, salvatore e risanatore delle buone
leggi; dotato di capacità profetiche (patrono
dell'oracolo di Delfi e altri meno noti,
nei quali gli enigmatici responsi che venivano
trasmessi attraverso la Pizia);
ispiratore dei principi della vita morale e
anche politica del mondo ellenico;
personificatore della bellezza e della luce (da
Euripide in poi identificato con il
Sole), Apollo rappresentò per i Greci, e poi per
i Romani, il massimo ispiratore delle attività
intellettuali ed artistiche dell'uomo, alle
quali presiedeva accompagnandolo con la cetra il
coro delle Muse situato nel sacro monte
Parnaso.
Apollo era venerato in tutto il mondo greco, a
Delfi ogni quattro anni si tenevano i Giochi
Pitici in suo onore. Aveva molti epiteti,
tra cui "Pizia Apollo" (il suo nome a
Delfi, "Apollo Apotropaeus" (Apollo, che
evita il male), e "Apollo Nymphegetes"
(Apollo che si occupa della Ninfe). Come il dio
dei pastori, anche lui ebbe il titolo cult "Lukeios"
(da Lykos; Lupo), che protegge le greggi dai
lupi, e "Nomius" (dei pascoli,
appartenenti ai pastori). Era anche il dio dei
coloni e dei pionieri "Archigetes",
poiché i suoi sacerdoti a Delfi per dare
la guida divina, per le spedizioni dei
colonizzatori greci che andarono in tutto il
mediteranno e oltre. Le spedizioni lunari Apollo
portavano questo noi per questo motivo. |