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Miti greci

L'origine del mondo e degli dei

All'inizio c'era il Caos. Poi vennero la Terra, il Cielo, i Titani e infine Zeus: la storia della creazione secondo Esiodo, in tre generazioni di dei.

Per sapere come i Greci immaginavano la nascita del mondo, la fonte più importante è la Teogonia di Esiodo, un poema del VII secolo a.C. il cui titolo significa "nascita degli dei". Il racconto segue tre generazioni di divinità, ognuna delle quali spodesta la precedente: Urano, Crono e infine Zeus.

In principio era il Caos

All'inizio esisteva soltanto il Caos, un abisso vuoto e oscuro. Dal Caos nacquero Gea, la Terra dal largo petto, il Tartaro, la profondità sotterranea, ed Eros, la forza dell'amore che unisce tutte le cose. Dal Caos vennero anche l'Erebo, l'oscurità, e la Notte, che a sua volta generò il Giorno e l'Etere luminoso.

Gea, da sola, generò Urano, il Cielo stellato, perché la coprisse da ogni parte, insieme ai monti e al mare, Ponto.

Il regno di Urano

Gea e Urano ebbero molti figli: i dodici Titani, i tre Ciclopi, giganti con un solo occhio, e i tre Ecatonchiri, mostri con cento braccia e cinquanta teste. Urano però odiava i suoi figli e li ricacciava nel grembo della Terra, impedendo loro di vedere la luce. Gea, stanca e addolorata, costruì una grande falce e chiese ai figli di ribellarsi. Solo il più giovane dei Titani, Crono, accettò: tese un agguato al padre e lo mutilò. Dal sangue di Urano caduto sulla terra nacquero le Erinni, le Furie, e i Giganti; dalla schiuma del mare nacque Afrodite.

Il regno di Crono

Divenuto signore del mondo, Crono sposò la sorella Rea. Un oracolo gli aveva predetto che un figlio lo avrebbe spodestato, così Crono divorava i figli appena nascevano: Estia, Demetra, Era, Ade e Poseidone. Quando stava per nascere il sesto, Rea si rifugiò a Creta, partorì Zeus in una grotta e consegnò al marito una pietra avvolta in fasce, che Crono inghiottì senza accorgersi dell'inganno. Alcune tradizioni chiamano questa pietra Abadir o betilo, e secondo Pausania se ne mostrava una a Delfi.

Zeus crebbe di nascosto, nutrito dal latte della capra Amaltea e protetto dai Cureti, guerrieri che battevano le lance sugli scudi perché Crono non sentisse il pianto del bambino.

La Titanomachia

Diventato adulto, Zeus costrinse Crono, con l'aiuto di una bevanda preparata da Metis, a rigettare i fratelli. Poi cominciò la Titanomachia, la guerra tra gli dei giovani, con base sull'Olimpo, e i Titani, con base sul monte Otri. La guerra durò dieci anni. Zeus vinse liberando i Ciclopi, che gli donarono il fulmine, a Poseidone il tridente e ad Ade l'elmo dell'invisibilità, e gli Ecatonchiri, che scagliarono massi contro i nemici. I Titani sconfitti furono rinchiusi nel Tartaro; Atlante fu condannato a reggere il cielo sulle spalle.

La spartizione del mondo

I tre fratelli tirarono a sorte i regni: a Zeus toccò il cielo, a Poseidone il mare, ad Ade il mondo sotterraneo. La terra e l'Olimpo restarono comuni a tutti. Vedi i dodici dei dell'Olimpo.

L'albero delle tre generazioni divine
  • Caos
    • Gea (la Terra) + Urano (il Cielo)
      • I dodici Titani: Oceano, Ceo, Crio, Iperione, Giapeto, Teia, Rea, Temi, Mnemosine, Febe, Teti, Crono
        • Crono + Rea
          • Estia
          • Demetra
          • Era
          • Ade
          • Poseidone
          • Zeus
        • Giapeto + Climene
          • Atlante, Prometeo, Epimeteo, Menezio
      • I tre Ciclopi
      • I tre Ecatonchiri
    • Notte ed Erebo
    • Tartaro
    • Eros
Semplificato da Esiodo, Teogonia. Altre fonti danno genealogie diverse.

La Gigantomachia e Tifone

Gea, arrabbiata per la sorte dei Titani, spinse i Giganti contro gli dei. Gli Olimpi vinsero solo con l'aiuto di un mortale, Eracle, come voleva un oracolo. Infine Gea generò Tifone, il mostro più terribile, con cento teste di serpente: Zeus lo vinse dopo una lotta durissima e lo seppellì sotto l'Etna, dove ancora, si diceva, sputa fuoco. Da allora il regno di Zeus non fu più minacciato.

Vedi anche i Titani, Prometeo e la nascita degli uomini e i mostri del mito.