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Aiuti economici europei alla Grecia
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Grecia, Papandreou piano contro la crisi economica
Sommario
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La crisi economica della Grecia, perché?
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Gli aiuti europei alla Grecia
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Le garanzie che deve dare la Grecia per ottenere i soldi
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La protesta della gente
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Le previsioni
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Quanto paga l'Italia per aiutare la Grecia?
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Chi specula sulla crisi greca
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Chi paga i costi della crisi greca
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Chi potrebbe fare la stessa fine della Grecia?
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La Germania e la crisi economica della Grecia
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La stabilità dell'euro
1. La crisi economica della Grecia, perché?
La
crisi della Grecia viene da lontano. I conti del paese erano piuttosto scadenti
ma venivano "truccati". Quando ci si è accorti della realtà è scoppiato il
putiferio. Il debito pubblico (immaginatevi il mutuo di una famiglia) superava
di gran lunga quanto dichiarato nei conti e di molti punti il 100%. Nei prossimi
anni il debito toccherà il 150%, come se il capitale di un mutuo invece di
diminuire potesse aumentare e salisse del 50% (ho preso 200 mila euro, me ne
ritrovo da pagare 300 mila).
Il
deficit per il 2010 è al 15%: immaginatevi lo stipendio di un padre di
famiglia pari a 20 mila euro e la famiglia che spende per sopravvivere ogni anno
23 mila.
In
poche parole il padre di famiglia guadagna in un anno 100, la famiglia spende
115 e di conseguenza non riesce a far pari con le spese necessarie al suo
sostentamento, figuriamoci se riesce a pagare il mutuo; di più non può pagare
neppure gli interessi e così il capitale del mutuo cresce...
Il
grande problema della Grecia è che il suo debito pubblico (il suo mutuo) è
detenuto quasi tutto all’estero (soprattutto da investitori in Germania,
Francia, Svizzera e Austria ) e non dai risparmiatori, come in Italia, in grado
di finanziarlo. L'Italia ha anch'essa un debito pubblico superiore al 100%, ma
il suo debito è in mano a risparmiatori italiani.
2. Gli aiuti europei alla Grecia
L'Unione Europea ha deciso all'unanimità di attivare un sostanzioso piano di
aiuti alla Grecia: 110 miliardi in 3 anni, di cui 80 miliardi provenienti
dai Paesi Comunitari e il resto dal Fmi.
L’obiettivo è la ripresa del paese a partire dal 2012, ma per sindacati e opposizione,
l'austerità imposta come condizione alla concessione degli aiuti economici,
condanna la Grecia ad "una profonda recessione" e al rischio di un'"esplosione
sociale".
3. Le garanzie che deve dare la Grecia per ottenere i soldi
I tagli necessari per assicurare le garanzie richieste dall'Unione Europea sono decisamente pesanti: riduzione o
abolizione della 13ma e della 14ma mensilità a seconda dei redditi, congelamenti
occupazionali e pensionistici; nel privato riduzione delle indennità di
licenziamento e liberalizzazione della normativa sull'impiego; aumento dell'Iva
del 2%, aumento del 10% delle imposte su carburanti, alcol, sigarette e beni di
lusso, aumento dell'età pensionabile.
4. La protesta della gente
Proteste e scontri nelle vie di Atene anche nel giorno del primo maggio. La
crisi economica in Grecia ha fatto radunare oltre 20 mila persone per esprimere il
loro dissenso ai tagli dei salari e delle pensioni e alle nuove tasse approvate
dal governo greco per fronteggiare la crisi. Scioperi generali.
5. Le previsioni
Il debito della Grecia continuerà a crescere almeno sino al 2013 toccando una cifra senza
precedenti, pari al 150% della ricchezza del paese. Deficit per il 2010 al 15%
(le uscite correnti superano del 15% le entrate.
Dal 2013 il deficit dovrebbe scendere sotto il 3% e dal 2014 il
debito dovrebbe iniziare a ridursi. I sindacati convocano un nuovo sciopero
generale contro la politica del governo, sottolineando come sia a rischio anche
la pace sociale del paese.
6. Quanto paga l'Italia per aiutare la Grecia?
La quota italiana nel primo anno di aiuti alla Grecia, su un totale di 30
miliardi, è pari a 5,5 miliardi. Il provvedimento emanato dall'Italia per
«salvaguardare la stabilità finanziaria nell'insieme della zona euro», è stato
approvato dal consiglio dei ministri. Si tratta del primo di una lunga serie:
ogni prestito bilaterale alla Grecia sarà oggetto di uno specifico decreto, per
stabilire di volta in volta l'importo e le modalità di raccolta. Il prestito
erogato non è a fondo perduto, la Grecia dovrà pagarci degli interessi. L'Italia
per concedere gli aiuti dovrà a sua volta indebitarsi, ma se le cose andranno
bene, ne trarrà un vantaggio. Otterrà difatti prestiti al 2% e ne erogherà a un
tasso superiore di poco al 4%.
7. Chi specula sulla crisi greca
La
crisi in Grecia è maturata lentamente ma è poi precipitata all'improvviso.
L'incertezza di quello che sarà, silenzi, rimandi e allarmi hanno reso la Grecia una
vittima della speculazione.
Le borse oscillano e i soliti sospetti speculano sulla situazione. Le banche
speculano sulla fragilità finanziaria greca: per comprare i titoli di stato
decennali di Atene si chiede ora un rendimento di 7 punti percentuali più alto
dei Bot tedeschi (il paese crolla, se vuole vendere titoli per finanziare il suo
debito pubblico deve remunerarli profumatamente (nessuno vuol comprare titoli di
un paese in rovina...). La finanza scommette sul deprezzamento dei titoli pubblici e
addirittura sull’insolvibilità del governo di Atene.
8. Chi paga i costi della crisi greca
Chi pagherà i costi della crisi appare chiaro, sarà la gente, che vedrà ridursi
le entrate e i servizi e la speculazione non fa altro che creare povertà nel
paese. Oggi la Grecia, ma domani? L’Europa salverà la Grecia, ma a quale costo
per la popolazione?
9. Chi potrebbe fare la stessa fine della Grecia?
Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Irlanda e Italia, hanno paura. La crisi
finanziaria della Grecia rappresenta un rischio di contagio importante per i
sistemi bancari di questi paese, anche se l'Italia tra le nazioni citate è
quella messa meglio. Perché? Perché come dicevamo il suo debito pubblico non è
detenuto all'estero, perché i suoi cittadini, le famiglie e le imprese non hanno
debiti privati alti in confronto ad altri paese e infine perché il sistema
bancario italiano è robusto.
10. La Germania e la crisi economica della Grecia
La prima vittima della crisi economica finanziaria della Grecia è stranamente la
tedesca Angela Merkel. Nelle elezioni nella importantissima regione del
Nord-Reno-Westfalia l'alleanza di governo tra Cdu e Csu perde più del 10%. Vince
la sinistra della Spd che arriva al 34,5%. Gli elettori della regione più ricca
della Germania hanno punito dunque la Merkel, certo per la paura della crisi
della Grecia e per la poca stima nei confronti della serietà greca. Angela
Merkel dunque paga la contrarietà dei ricchi tedeschi, ora meno ricchi a causa
della crisi, agli aiuti della Germania al paese ellenico. Ma a pesare è anche il
diminuito potere d'acquisto dei salari legato all'euro. Deficit e debito
continuano comunque anche in Germania a crescere. I tedeschi hanno paura e
pensano a salvarsi.
11. La stabilità dell'euro
Approvate le misure di emergenza per proteggere l'unione monetaria: oltre 700
miliardi di euro per combattere la speculazione e riaffermare la forza
dell'Unione Europea a livello monetario e la stabilità dell'euro. Il fondo di
emergenza costituito servirà (speriamo di no) al salvataggio di quei Paesi che
potrebbero incorrere in una situazione analoga a quella della Grecia. Il Fondo
Monetario Internazionale contribuirà per circa 200 miliardi. In cambio, gli
Stati in crisi dovranno eventualmente offrire garanzie simili a quelle richieste
alla Grecia. Spagna e Portogallo, due dei paesi a rischio, si impegneranno
a ridurre il deficit in modo più incisivo di quanto concordato in passato,
effettuando manovre aggiuntive pari all'1,5% del PIL quest'anno ed al 2% del PIL
nel 2011.
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