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L'ammirazione per l'arte greca ha radici lontane. Perfino i Romani, quando nel II secolo a.C. conquistarono militarmente la Grecia, rimasero affascinati dall'arte e della cultura del popolo greco. Molte statue furono portate a Roma per farne delle copie, che finirono poi per abbellire le dimore dei nobili e sono proprio le copie romane delle sculture greche che ci hanno permesso di conoscere capolavori che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre. Del famoso Discobolo di Merione ad esempio, due copie sono conservate a Roma.

Nel sec. X a. C. si assiste alla nascita di una nuova arte tesa allo stile geometrico, non più condizionata dalla religione e dalle dinastie del vicino Oriente: il primo impegno è la ricerca costruttiva, eseguita in forme stilizzate, che sfocia nel VII sec. a dare corpo alla figura umana, accostata a motivi orientali di decorazione fantasiosa quali sfingi, leoni, palme. Contemporaneamente la scultura approda alla figura maschile nuda e a quella femminile vestita, il kouros e la kore, indice di ricerca della bellezza e dell'armonia sempre presenti nell'arte greca.

Gli scultori dorici privilegiano la rappresentazione della forza, mentre gli ionici attribuiscono alle forme slancio e grazia sottile: le due scuole si fondono e integrano in epoca attica e tutto il periodo arcaico è caratterizzato dal loro confronto.

Il tempio viene delineandosi durante il VI e il V sec., sia in Magna Grecia che nel continente: tempio di Era e di Zeus a Olimpia, di Apollo a Corinto, di Paestum, Selinunte e Agrigento di ordine dorico.

In Asia Minore nasce l'ordine ionico. I fregi e i frontoni triangolari sono l'impegno degli scultori. La ceramografia si sviluppa nel periodo arcaico elaborando la tecnica delle figure nere e delle figure rosse su sfondo nero. Nelle sculture di stile severo si evidenziano forti tensioni dinamiche e strutture anatomiche potenti e aggraziate allo stesso tempo come il Discobolo di Mirone, l'Auriga di Delfi, i Guerrieri di Riace.

L'età classica è iniziata dal Doriforo di Policleto, nel periodo di Pericle, improntato all'opera di Fidia: a questi e a Ictino si attribuisce la decorazione del Partenone e a Filocle l'Eretteo.

I pittori del periodo sono solo testimoniati dalle opere letterarie. In architettura si afferma l'ordine corinzio, rappresentato nel sec. IV dal nuovo Artemisio di Efeso e dal Mausoleo di Alicarnasso.

La scultura tenta la raffigurazione degli stati d'animo e con modelli più morbidi approda al primo nudo femminile con Prassitele (Venere di Cnido).

L'espansione dell'arte greca arriva in Medio Oriente, Egitto, e Roma, portando il seme dell'individualismo e sostituendosi agli antichi ideali: il verismo di ritratti e caricature, la grazia e la naturalezza prendono il sopravvento sul fantastico e lo stilizzato. I templi dipteri di ordine corinzio e l'assetto monumentale della città (le Agorà chiuse da peristili marmorei ad Atene e Cnido) risalgono a questo periodo.

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