La spedizione degli Argonauti è una delle più antiche avventure della mitologia greca, raccontata soprattutto dal poeta Apollonio Rodio nelle Argonautiche (III secolo a.C.). È la storia di Giasone e dei suoi compagni, partiti dalla Grecia sulla nave Argo per conquistare il vello d'oro.
L'uomo con un solo sandalo
Giasone era il legittimo erede al trono di Iolco, in Tessaglia, usurpato dallo zio Pelia. Cresciuto dal saggio centauro Chirone, da giovane tornò a Iolco per reclamare il regno. Attraversando un fiume aiutò una vecchia, in realtà la dea Era travestita, e perse un sandalo. Un oracolo aveva avvertito Pelia di guardarsi da un uomo con un solo sandalo: per liberarsene, il re promise di cedergli il trono se avesse portato a Iolco il vello d'oro, la pelle di un ariete magico custodita da un drago nella lontana Colchide, sul mar Nero.
La nave e l'equipaggio
Con l'aiuto di Atena, il costruttore Argo realizzò la nave più veloce mai vista, con un pezzo di legno della quercia di Dodona che sapeva parlare. Giasone radunò i migliori eroi della Grecia, gli Argonauti: tra loro Eracle, Orfeo, che con il canto calmava le onde, i gemelli Castore e Polluce, Peleo padre di Achille, i figli alati di Borea e, secondo alcuni, la cacciatrice Atalanta.
- LemnoGli Argonauti si fermano sull'isola abitata solo da donne, che avevano ucciso i loro uomini.
- MisiaEracle lascia la spedizione per cercare il giovane Ila, rapito dalle ninfe.
- BitiniaPolluce vince nel pugilato il re Amico.
- TraciaLiberano l'indovino Fineo dalle Arpie, che gli rubavano il cibo.
- SimplegadiSuperano le rupi che si scontrano liberando prima una colomba.
- ColchideGiasone affronta le prove del re Eeta e conquista il vello con l'aiuto di Medea.
- RitornoUn lungo viaggio che passa, secondo le versioni, per il Danubio, l'Adriatico, l'isola di Circe, le Sirene e Creta.
Medea e il vello d'oro
Il re della Colchide, Eeta, impose a Giasone prove impossibili: aggiogare due tori dagli zoccoli di bronzo che sputavano fuoco, arare un campo e seminarvi i denti di un drago, da cui sarebbero nati guerrieri armati. La figlia del re, la maga Medea, si innamorò di Giasone e lo aiutò con un unguento che lo rendeva invulnerabile al fuoco. Giasone gettò una pietra tra i guerrieri nati dalla terra, che si uccisero tra loro. Poi Medea addormentò con un incantesimo il drago, e Giasone prese il vello. Fuggirono insieme sulla nave Argo.
Il ritorno e la tragedia
Tornati a Iolco, Medea si vendicò di Pelia convincendo le sue figlie a ucciderlo. Giasone e Medea si stabilirono a Corinto, ma anni dopo Giasone la abbandonò per sposare la figlia del re. La vendetta di Medea fu terribile, come racconta la tragedia di Euripide Medea. Giasone morì vecchio e solo, colpito da un pezzo della nave Argo ormai in rovina.