Il rebetiko (al plurale rebetika) è la musica popolare urbana nata in Grecia tra la fine dell'Ottocento e gli anni Trenta. Viene spesso paragonato al blues americano o al fado portoghese: è la musica degli emarginati, dei quartieri poveri dei porti, dei profughi e delle carceri, ed è stata a lungo disprezzata dalle classi colte prima di diventare un simbolo nazionale. Nel 2017 è stato iscritto dall'UNESCO nel Patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
Le origini
Le radici sono due. Da un lato le canzoni dei mangas, giovani duri e orgogliosi dei quartieri del Pireo e di Atene, che si ritrovavano nei tekés, le fumerie di hashish. Dall'altro la musica raffinata delle comunità greche di Smirne e Costantinopoli, con violino, santouri e oud, e cantanti dalla voce ricca di ornamenti. Dopo la catastrofe dell'Asia Minore del 1922, oltre un milione di profughi arrivò in Grecia e portò con sé questa musica, che si mescolò con quella dei porti.
L'epoca d'oro
Negli anni Trenta al Pireo si affermò lo stile basato sul bouzouki e sul piccolo baglamas. Il primo grande protagonista fu Markos Vamvakaris, nato a Syros, autore di canzoni ruvide e sincere. Il dittatore Metaxas (1936-1941) impose la censura ai testi che parlavano di droga e di malavita, e il rebetiko si fece più sentimentale. Dopo la guerra Vassilis Tsitsanis lo portò al successo di massa con melodie raffinate e testi d'amore; la sua Synnefiasmeni Kyriaki ("Domenica nuvolosa") divenne un canto simbolo della sofferenza dell'occupazione.
| Musicista | Anni | Perché ascoltarlo |
|---|---|---|
| Roza Eskenazi | c. 1895-1980 | Grande voce dello stile di Smirne |
| Rita Abatzi | 1914-1969 | Altra regina delle prime registrazioni |
| Markos Vamvakaris | 1905-1972 | Il "patriarca" del rebetiko del Pireo |
| Giorgos Batis | 1885-1967 | Uno dei primi suonatori di bouzouki registrati |
| Vassilis Tsitsanis | 1915-1984 | Il compositore più amato, ha portato il rebetiko al grande pubblico |
| Sotiria Bellou | 1921-1997 | Voce profonda e ruvida, interprete di Tsitsanis |
| Ioannis Papaioannou | 1913-1972 | Autore di classici come Kapnos ton argilé |
I temi
Le canzoni parlano di amori traditi, di gelosia, di povertà e lavoro duro, di prigione, di emigrazione, di malattia, della madre, della morte, e nei primi tempi del fumo e dell'hashish. Il tono è spesso malinconico ma pieno di orgoglio: il mangas soffre in silenzio e non si piega.
Lo zeibekiko
La danza tipica del rebetiko è lo zeibekiko, in 9/8: un uomo balla da solo, improvvisando, con movimenti lenti e intensi, girando su sé stesso, chinandosi a toccare il suolo, mentre gli amici battono le mani in cerchio. È una danza introspettiva, che non si balla per il pubblico. L'altra danza è il chasapiko, ballato in fila con le braccia sulle spalle, da cui deriva il sirtaki.
Dove ascoltarlo oggi
Negli anni Settanta il rebetiko conobbe un grande revival tra i giovani. Oggi lo si ascolta dal vivo nelle rebetádika, taverne con musica, soprattutto ad Atene (nei quartieri di Psyrri, Exarchia, Gazi), al Pireo e a Salonicco, in genere dopo le dieci di sera e fino a tardi. Non è musica da turisti: si ascolta mangiando mezédes e bevendo ouzo o tsipouro.
Vedi anche la musica greca e le danze greche.