Tebe, in Beozia, a nord di Atene, è la città di molti dei miti più tragici della Grecia. Le sue storie arrivano a noi soprattutto attraverso le tragedie di Sofocle ed Eschilo, rappresentate nel teatro di Atene nel V secolo a.C.
Cadmo e la fondazione
Il principe fenicio Cadmo cercava la sorella Europa, rapita da Zeus. L'oracolo di Delfi gli ordinò di seguire una vacca e di fondare una città dove si fosse fermata. Cadmo uccise il drago che custodiva la fonte e, su consiglio di Atena, ne seminò i denti: dalla terra nacquero guerrieri armati, gli Sparti ("seminati"), che si uccisero a vicenda finché ne rimasero cinque, antenati delle famiglie nobili di Tebe. Secondo la tradizione, Cadmo portò in Grecia anche l'alfabeto fenicio.
L'oracolo
Il re Laio e la regina Giocasta ricevettero un oracolo terribile: il loro figlio avrebbe ucciso il padre e sposato la madre. Appena nato, il bambino fu affidato a un pastore perché lo abbandonasse sul monte Citerone con i piedi legati. Il pastore ebbe pietà e lo consegnò a un collega di Corinto; il piccolo fu adottato dal re di Corinto e chiamato Edipo, "piedi gonfi".
La Sfinge
Diventato adulto, Edipo sentì dire che non era figlio dei sovrani di Corinto. Interrogò Delfi e ricevette la stessa profezia. Per sfuggirle non tornò a Corinto. Su una strada incrociata litigò con un vecchio su un carro e lo uccise: era Laio, ma Edipo non lo sapeva. Arrivato a Tebe, trovò la città tormentata dalla Sfinge, mostro con corpo di leone, ali e volto di donna, che divorava chi non risolveva il suo enigma:
Quale essere cammina con quattro gambe al mattino, con due a mezzogiorno e con tre la sera?
Edipo rispose: l'uomo, che da bambino gattona, da adulto cammina eretto e da vecchio si appoggia al bastone. La Sfinge si gettò da una rupe. Edipo fu acclamato re e sposò la regina vedova, Giocasta.
La verità
Anni dopo una pestilenza colpì Tebe. L'oracolo disse che bisognava cacciare l'assassino di Laio. Nell'Edipo re di Sofocle, Edipo conduce l'indagine come un detective e scopre, testimone dopo testimone, di essere lui il colpevole e di aver sposato la propria madre. Giocasta si toglie la vita; Edipo si acceca e parte in esilio, guidato dalla figlia Antigone. Muore a Colono, vicino ad Atene, accolto da Teseo.
- Cadmo e Armonia
- Polidoro
- Labdaco
- Laio, sposa Giocasta
- Edipo, sposa Giocasta
- Eteocle
- Polinice
- Antigone
- Ismene
- Edipo, sposa Giocasta
- Laio, sposa Giocasta
- Labdaco
- Polidoro
I Sette contro Tebe e Antigone
I figli di Edipo, Eteocle e Polinice, avrebbero dovuto regnare un anno a testa, ma Eteocle non cedette il trono. Polinice tornò con sette eroi, uno per ogni porta della città: i Sette contro Tebe. I due fratelli si uccisero l'un l'altro in duello. Il nuovo re Creonte vietò di seppellire Polinice, traditore della patria. Antigone disobbedì, perché le leggi non scritte degli dei imponevano di dare sepoltura ai morti, e fu condannata a morte. La sua scelta tra legge dello Stato e coscienza è ancora oggi discussa nelle scuole e nei tribunali.
Vedi anche i mostri della mitologia e il teatro greco.