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La Grecia ottomana

Quasi quattro secoli di dominio turco hanno lasciato in Grecia moschee, fortezze, parole e cibi, ma anche il ricordo di una lunga lotta per la libertà.

Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, i Turchi ottomani conquistarono in pochi decenni quasi tutta la Grecia: Atene nel 1456, il despotato di Morea nel 1460, Negroponte (Eubea) nel 1470, Rodi nel 1522, Chio nel 1566, Cipro nel 1571. Creta resistette fino al 1669. Per la Grecia meridionale il dominio durò quasi quattro secoli; per il nord e molte isole fino al 1912-1913.

Come era governata la Grecia

L'Impero ottomano organizzava i sudditi in millet, comunità religiose con proprie leggi per matrimonio, eredità e istruzione. Tutti i cristiani ortodossi, greci, slavi, albanesi o romeni, formavano il Rum millet, guidato dal Patriarca di Costantinopoli: per questo la Chiesa divenne il centro della vita greca. I cristiani pagavano tasse più alte dei musulmani, non potevano portare armi né andare a cavallo nelle città, e fino al XVII secolo subivano il devshirme, il prelievo di ragazzi che venivano convertiti all'islam e addestrati come giannizzeri o funzionari.

Venezia in Grecia

Non tutta la Grecia fu ottomana nello stesso tempo. La Repubblica di Venezia mantenne per secoli molti possedimenti:

TerritorioPeriodo veneziano
Creta (Regno di Candia)1211-1669
Isole Ionie (Corfù, Cefalonia, Zante, Itaca)Dal XIV-XV secolo al 1797
Nasso e Cicladi (ducato dell'Arcipelago)1207-1566, sotto signori veneziani
Nauplia e MonemvasiaFino al 1540
Morea (Peloponneso)1685-1715, riconquista di Morosini
TinosFino al 1715

Durante la guerra di Morea, nel 1687, un colpo di cannone veneziano centrò il Partenone, usato dai Turchi come polveriera, provocandone l'esplosione. L'influenza veneziana si vede ancora nelle fortezze, nei leoni di San Marco, nel cattolicesimo di alcune isole e in molte parole greche di origine italiana.

La vita quotidiana

La maggior parte dei greci erano contadini nei villaggi, spesso sulle montagne, più lontani dal controllo turco. Molte isole godevano di ampia autonomia. Nei monti vivevano i klefti, banditi ribelli celebrati dalle canzoni popolari, e gli armatoli, milizie cristiane al servizio degli Ottomani, che spesso passavano dall'una all'altra parte. Nel 1770 la rivolta di Orlov nel Peloponneso, sostenuta dalla Russia, fu repressa duramente.

Mercanti, Fanarioti e Illuminismo

Nel Settecento i greci divennero protagonisti del commercio ottomano: armatori di Idra, Spetses e Psara costruirono flotte potenti, e comunità di mercanti greci prosperarono a Venezia, Trieste, Vienna, Odessa e Smirne. A Costantinopoli le ricche famiglie del quartiere del Fanar, i Fanarioti, occuparono alte cariche nell'amministrazione ottomana e governarono come principi la Valacchia e la Moldavia. Con il denaro dei mercanti nacquero scuole e tipografie, e si diffusero le idee dell'Illuminismo e della Rivoluzione francese: Adamantios Korais a Parigi lavorava per la lingua e l'educazione dei greci, e il poeta Rigas Feraios sognava una repubblica balcanica, prima di essere giustiziato nel 1798.

Che cosa resta

Moschee, bagni turchi (hammam), fontane e case ottomane si vedono ancora a Ioannina, Salonicco, Rodi, Chania, Nauplia e Atene. La cucina greca condivide con quella turca molti piatti, dalla moussaka ai dolci con miele e frutta secca, e molte parole quotidiane. Nel 1814 a Odessa tre mercanti fondarono la Filikí Etería, la "Società degli amici", che avrebbe preparato la rivoluzione del 1821.

Vedi anche l'Impero bizantino e la storia della Grecia.