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Miti greci

Teseo

Uccisore di briganti e del Minotauro, unificatore dell'Attica: Teseo è l'eroe che gli Ateniesi consideravano il fondatore della loro città.

Teseo era l'eroe più amato dagli Ateniesi, che lo consideravano il re che aveva unito i villaggi dell'Attica in un'unica città, Atene. Le sue imprese ricordano quelle di Eracle, di cui era considerato quasi un emulo.

Il masso di Trezene

Egeo, re di Atene, non aveva figli. Durante un viaggio a Trezene, nel Peloponneso, si unì alla principessa Etra; secondo alcuni il padre del bambino fu invece Poseidone. Prima di ripartire, Egeo nascose sotto un enorme masso una spada e un paio di sandali: quando il figlio fosse stato abbastanza forte da sollevare la pietra, avrebbe dovuto raggiungerlo ad Atene con quegli oggetti. A sedici anni Teseo sollevò il masso.

Le sei imprese sulla strada per Atene

Invece di arrivare ad Atene per mare, Teseo scelse la strada di terra lungo l'istmo di Corinto, infestata da briganti, e li sconfisse uno per uno, punendoli spesso con le stesse crudeltà che infliggevano ai viandanti:

  1. Perifete, che uccideva i passanti con una clava di bronzo.
  2. Sini, il "piegatore di pini", che legava le vittime a due pini piegati e poi li lasciava andare.
  3. La scrofa di Crommione, un cinghiale feroce.
  4. Scirone, che costringeva i viandanti a lavargli i piedi e poi li scalciava in mare, dove una tartaruga gigante li divorava.
  5. Cercione, che sfidava i passanti alla lotta e li uccideva.
  6. Procuste, che adagiava gli ospiti su un letto e li stirava o tagliava perché ne avessero esattamente la misura: da qui l'espressione letto di Procuste.

Ad Atene

Ad Atene Egeo aveva sposato la maga Medea, che riconobbe Teseo e convinse il re ad avvelenarlo. Al banchetto, quando Teseo estrasse la spada per tagliare la carne, Egeo la riconobbe e gettò a terra la coppa avvelenata. Medea fuggì. Teseo catturò poi il toro di Maratona, lo stesso portato da Eracle da Creta.

Il Minotauro

Ogni nove anni, o ogni anno secondo altre versioni, Atene doveva mandare a Creta sette ragazzi e sette ragazze da dare in pasto al Minotauro. Teseo si offrì volontario. A Creta la principessa Arianna si innamorò di lui e gli diede un gomitolo di filo per ritrovare l'uscita dal labirinto. Teseo uccise il mostro e fuggì con Arianna, ma la abbandonò sull'isola di Nasso, dove fu trovata da Dioniso.

Le vele nere

Egeo aveva chiesto al figlio di issare vele bianche se fosse tornato vivo, invece delle vele nere della nave dei condannati. Teseo, sconvolto, se ne dimenticò. Il re, vedendo dal promontorio le vele nere, credette il figlio morto e si gettò in mare, che da allora si chiama mar Egeo.

Re di Atene

Divenuto re, Teseo unì i villaggi dell'Attica, istituì le feste Panatenee e, secondo la tradizione, diede ad Atene le prime leggi. Partecipò alla caccia al cinghiale calidonio e alla lotta contro le Amazzoni, sposandone la regina. Più tardi sposò Fedra, sorella di Arianna, che si innamorò del figliastro Ippolito con esito tragico. Con l'amico Piritoo scese negli Inferi per rapire Persefone e vi restò prigioniero finché Eracle non lo liberò. Morì in esilio sull'isola di Sciro.

Vedi anche Dedalo e Icaro e miti e parole.