Per oltre un secolo le sculture dell'Acropoli furono conservate in un piccolo museo costruito sulla rocca stessa, accanto al Partenone, troppo angusto per mostrarle come meritavano. Il nuovo Museo dell'Acropoli, inaugurato nel giugno 2009, ha cambiato tutto: un edificio moderno di vetro e cemento, progettato dall'architetto svizzero-francese Bernard Tschumi con il greco Michael Photiadis, si trova a circa 300 metri dalla rocca, nel quartiere di Makrygianni, e ospita circa quattromila reperti in spazi ampi e luminosi. Ogni piano è pensato in rapporto con l'Acropoli, che si vede dalle grandi vetrate.
Sotto il museo: un quartiere antico
Durante i lavori di costruzione emerse un intero quartiere di Atene, abitato dall'età classica all'epoca bizantina, con strade, case, botteghe, bagni e cisterne. Invece di ricoprirlo, gli architetti hanno sollevato l'edificio su pilastri e coperto lo scavo con pavimenti di vetro: già all'ingresso si cammina sopra le rovine. Una parte degli scavi è visitabile direttamente, scendendo tra i muri antichi.
Il percorso
Piano terra: la galleria dei pendii. Una rampa in salita con pavimento in vetro ricorda la salita alla rocca. Espone gli oggetti trovati nei santuari e nelle abitazioni sui pendii dell'Acropoli: vasi per le offerte, statuette votive, oggetti legati ai culti delle ninfe e di Asclepio, e i reperti del teatro di Dioniso.
Primo piano: la galleria arcaica. È la sala più luminosa, popolata di statue del VII e VI secolo a.C. distrutte dai Persiani nel 480 a.C. e sepolte dagli ateniesi sulla rocca, dove furono ritrovate nell'Ottocento. Le più celebri sono il Moscoforo, un uomo che porta un vitello sulle spalle, e le korai, fanciulle in vesti ricamate che sorridono del tipico sorriso arcaico e conservano ancora tracce di colore. Tra queste c'è la Kore con il peplo. Qui si vede anche il Fanciullo di Kritios, che segna il passaggio allo stile classico. Sullo stesso piano sono esposti i reperti dei Propilei, del tempio di Atena Nike, con il celebre rilievo della Nike che si slaccia il sandalo, e dell'Eretteo.
Le Cariatidi. Sul balcone del primo piano stanno cinque delle sei Cariatidi originali dell'Eretteo, le statue femminili che sorreggevano la loggia del tempio; sulla rocca oggi ci sono delle copie. La sesta si trova al British Museum di Londra, e il suo posto vuoto è volutamente lasciato libero. Dopo un lungo restauro con il laser, le statue hanno ritrovato i dettagli delle acconciature.
Ultimo piano: la galleria del Partenone. È il cuore del museo. La sala, interamente vetrata, è ruotata in modo da avere lo stesso orientamento del Partenone, che si vede a poche centinaia di metri. Intorno a un nucleo centrale delle stesse dimensioni della cella del tempio è montato il fregio nella sequenza originale, lungo circa 160 metri, che raffigura la processione delle Panatenee; più in alto stanno le metope e, alle due estremità, le sculture dei frontoni. I pezzi originali conservati ad Atene si alternano a calchi in gesso bianco dei pezzi che si trovano all'estero, soprattutto al British Museum: il contrasto rende evidente quanto manca.
Il periodo romano e oltre. Il secondo piano ospita ritratti e sculture dall'età ellenistica all'epoca romana, e una sezione dedicata alla vita sull'Acropoli nei secoli successivi.
La questione dei marmi del Partenone
Tra il 1801 e il 1812 agenti di Lord Elgin, ambasciatore britannico presso il sultano ottomano, staccarono e portarono in Inghilterra circa metà delle sculture superstiti del Partenone, una Cariatide e altri pezzi; nel 1816 furono acquistati dal Parlamento britannico e da allora sono al British Museum. La Grecia ne chiede la restituzione da decenni, e il nuovo museo è stato costruito anche per dimostrare che Atene può conservarli ed esporli in modo adeguato. Il British Museum sostiene di averli acquisiti legalmente e una legge britannica gli vieta di cedere parti della collezione; negli ultimi anni ci sono stati colloqui tra le due parti, senza un accordo definitivo. Alcuni frammenti conservati in altri musei, tra cui un frammento del fregio del museo Salinas di Palermo, arrivato ad Atene nel 2022 e poi restituito in via definitiva, sono già tornati in Grecia.
Informazioni pratiche
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Indirizzo | Dionysiou Areopagitou 15, Makrygianni |
| Come arrivare | Metro Akropoli (linea 2 rossa), uscita davanti al museo |
| Biglietto | Circa 20 euro intero, ridotti per studenti, over 65 e famiglie; si compra online o in biglietteria |
| Orari | Più lunghi in estate, ridotti in inverno; il venerdì sera apertura prolungata. Verificare sul sito ufficiale |
| Tempo | 2-3 ore per una visita completa |
| Servizi | Caffetteria e ristorante con terrazza vista Acropoli, negozio, guardaroba |
Il museo non fa parte dei siti statali: ha un biglietto proprio, diverso da quello dell'Acropoli. Le borse grandi vanno lasciate al guardaroba, le foto sono permesse senza flash in quasi tutte le sale, tranne la galleria arcaica.
Consigli
- Molti visitano prima la rocca e poi il museo; altri preferiscono il contrario, per arrivare sull'Acropoli sapendo cosa cercare. Nelle giornate calde il museo è perfetto nelle ore centrali.
- Il ristorante al secondo piano ha una delle terrazze più belle della città, con prezzi ragionevoli.
- Le sere d'estate il museo resta aperto più a lungo: è il momento migliore per vedere il Partenone illuminato dalle vetrate.
Vedi anche il Museo archeologico nazionale, gli altri musei di Atene e biglietti e orari.